Cal Ripken insegna ad essere un buon allenatore delle giovanili, e non solo…

Traduzione dal libro Coaching Youth Baseball the Ripken Way

Il baseball è stato sempre avvolto da un velo di mistero, qualcosa di speciale, difficile da definire. Forse per il semplice fatto che esistono fattori che lo fanno sembrare speciale agli occhi di taluni, mentre lo fanno sembrare completamente diverso agli occhi di altri. Il baseball si presenta come un gioco difficile a causa della natura dei suoi esercizi, regole e infinite strategie. Spesso siamo noi stessi a renderlo difficile alla continua ricerca di migliorarci, ma il baseball è natura pura, va compreso. Ed è questo il nostro compito.Ricordatevi sempre che il baseball è un gioco con determinate regole, e per questo deve essere inteso come divertimento. La natura di questo sport permette a tutti di praticarlo. Ogni individuo è diverso dall’altro, e noi dobbiamo incoraggiare i giovani a mettere in mostra le proprie personali abilità. Bisogna incoraggiare i ragazzi a chiedere sempre il perché. Se s’insegna in una determinata maniera, è necessario anche essere in grado di spiegare il perché. Il vero apprendimento ha luogo quando si spiega il perché di una decisione o di una lezione.

Siate sempre voi stessi, siate aperti a nuove esperienze di chi ha giocato prima di voi, applicate i fondamentali, fate tutto in modo semplice. Nessuno può affermare di conoscere tutto, nessuno può avere questa presunzione. Molti potranno anche pensare di conoscere tutto del baseball, ma chi fa del baseball una ragione di vita, sa che non si finisce mai di imparare. Chi la pensa diversamente non durerà molto sulla scena.

Ciò che veramente conta è ciò che s’impara dopo aver pensato di sapere tutto.

SEMPLIFICARE

Il baseball è uno sport semplice che si gioca con mazze, palle e guanto. Non importa il livello, vince la squadra che tira, prende e batte meglio. Persino le giocate più difficili e spettacolari sono una combinazione dell’applicazione dei fondamentali. Basti pensare all’esecuzione di un doppio-gioco. Analizzando l’esecuzione si tratta semplicemente di una presa, di un tiro, di una presa, di un tiro e ancora una presa. Istruire in modo semplice permette ai giovani di acquisire i fondamentali basilari eliminando le possibilità di insuccessi. Per i giocatori più avanzati si tratta di rifinire i fondamenti per meglio eseguire giocate più difficili. Non s’impara ad eseguire giocate difficili praticando giocate difficili. La perfezione dei fondamentali permette al giocatore di adattarsi a tutte le situazioni a cui seguiranno le grandi prestazioni con regolarità.

SPIEGARE PERCHE’

Se noi come istruttori non siamo in grado di spiegare ai giocatori il perché  devono eseguire in una certa maniera, perdiamo di credibilità. Ancora più importante è che se non spieghiamo il perché,  rendiamo l’apprendimento più difficile. PERCHE’ è la domanda prediletta dei giovani. Trasmettere un nuovo concetto non è sempre facile, ma la nostra capacità di spiegare il perché aiuterà il loro apprendimento e consentirà loro di meglio eseguire l’esercizio e giocare come noi insegniamo. Nel corso della loro carriera le difficoltà di gioco aumenteranno, ma essi saranno in grado di eseguire con naturalezza grazie alla loro capacità di adattamento.

RISPETTARE L’INDIVIDUO

Ogni giocatore, giovane o più anziano, si adatta al suo stile e si avvale del proprio intuito. Noi non lo dobbiamo soffocare,  lo dobbiamo invece incoraggiare. I giovani sono attratti dallo stile che vedono dai loro idoli in TV, pertanto non c’è nulla di male se cercano di imitarli. Fintanto che applicano correttamente i fondamentali, è nostro compito insegnare adeguandoci alla loro zona di comfort.

DIVERTIRE

Non dobbiamo mai perdere di vista il fatto che il baseball è un gioco, e indipendentemente che si stia insegnando ai ragazzi di 8 anni o ad uno di 22, il baseball deve essere un divertimento. Quando non è divertimento i ragazzi si allontanano. Il gioco, per definizione è divertimento, quindi trasformando semplici esercizi in competizioni o insegnando in modo divertente, si farà in modo che gli allenamenti diventino ancora più divertenti delle partite.

E’ così che si vincolano i giovani al nostro sport per sempre.

IMPLEMENTARE L’INSEGNAMENTO

Molti coach delle giovanili sono volontari con il desiderio di creare campioni da un gruppo di ragazzini. I coach sono sempre stati considerati principalmente degli insegnanti. Persino i coach di college hanno alle loro spalle questo tipo di esperienza. Naturalmente i coach a livello professionistico hanno il compito di vincere, ma anche a questi livelli, i migliori coach sono quelli che insegnano con efficacia e riescono a comunicare bene con i giocatori e con i loro collaboratori.

I genitori vogliono sempre dare consigli ai coach e generalmente riguardano i propri figli che invece, a volte, sono contenti di stare in panchina per il solo fatto di dire che fanno parte di una squadra vincente. A volte i genitori fanno cambiare due/tre squadre all’anno alla ricerca del meglio.

Il baseball deve essere presentato in modo semplice e gli esercizi di tiro, di presa e di battuta devono essere adeguati all’età. Semplificare non significa che l’insegnamento e la nostra filosofia devono essere limitati solo ai più giovani, ricordatevi che Derek Jeter raccoglieva una rotolante e tirava in prima come lo dovrebbe fare anche un bambino.Colpire una pallina da baseball è già abbastanza difficile senza dover spiegare a un principiante come posizionarsi nel box di battuta. Non esistono scorciatoie per diventare un buon giocatore di baseball. Bisogna praticare sui fondamentali finché diventano naturali, dopodiché le azioni più complesse potranno essere eseguite con naturalezza.

Per diventare dei buoni coach è necessario conoscere le nostre responsabilità rapportate al gruppo a cui intendiamo insegnare. Il baseball è lo stesso gioco per un bambino di 8 anni come lo è per un giovane di 22, ma come detto tante e tante volte, spesso la squadra che palleggia meglio è quella che vince. I giocatori di una squadra che viaggia molto e gioca più partite, palleggeranno meglio di giocatori di una squadra che gioca a livello amatoriale. Giocatori di una squadra liceale palleggeranno meglio di giocatori di una squadra che viaggia molto. Giocatori di una squadra di college palleggeranno meglio di giocatori di una squadra liceale. Giocatori di una squadra delle minors palleggeranno meglio di giocatori del college, e giocatori di una squadra di major league palleggeranno meglio di giocatori di una delle minors. A conferma è sufficiente consultare il box score di una partita per constatare che la squadra che commette meno errori è generalmente quella che ha vinto.E’ importante aggiornarsi, informarsi, inventare nuovi esercizi, coinvolgere i genitori, trovare il tempo di organizzarsi oltre a migliorare sé stessi. I ragazzi si divertiranno e voi potrete raccogliere i frutti dei vostri sacrifici.

Qualsiasi cosa succeda, avete fatto un grande servizio alla società.

LA RESPONSABILITA’ DEL COACH

Molti coach volontari che hanno un trascorso da giocatori purtroppo credono che il baseball sia cosa semplice da insegnare e ritengono che poche ore la settimana siano sufficienti per avere un impatto favorevole sui ragazzi. Ma non è così semplice. Il baseball è un gioco che si svolge molto anche dietro le quinte. Molte delle strategie si decidono tra un’azione e l’altra, e più si cresce, più sono le strategie coinvolte nel gioco. I giovani hanno un diverso approccio, i tempi che vogliono dedicare alle pause sono pochi e la voglia di giocare è tanta. Se non si tengono in considerazione questi fattori, le loro prime esperienze saranno negative.

Come è facile osservare, c’è uno spazio ben ristretto in cui operare come coach delle giovanili. I ragazzi possono essere paragonati alla semina. Ogni seme ha il suo periodo e merita una particolare cura. Trattando i bambini allo stesso modo si creerà disinteresse e si allontaneranno. Esercizi appropriati devono essere applicati per ogni fascia di età.  Anche se nel gruppo si trova un bambino particolarmente abile, l’attenzione del coach deve essere rivolta parimenti a quei bambini che presentano maggiori difficoltà e fare in modo che anch’essi di divertano. Sicuramente è un punto difficile di equilibrio da raggiungere, ma fondamentale per ogni livello d’insegnamento.

SAPER COMUNICARE

Una delle lamentele più ricorrenti dei coach, è che sono da soli e non hanno collaborazione e che è impossibile lavorare bene sempre da soli. A volte questa è semplicemente una scusa ed è conseguenza di una mancanza di comunicazione. Prima che inizi la stagione, ma anche nel corso del campionato, una riunione con i genitori potrebbe eliminare almeno in parte il problema. Il coach dovrebbe comunicare cosa si aspetta dai suoi ragazzi  e fissare degli obiettivi che sono in linea con l’età dei ragazzi stessi. E’ necessario far presente che molto sarà basato sul divertimento e che la collaborazione dei genitori è ben accetta. Ma non è sempre facile trovare questa collaborazione e spesso i volontari, proprio in quanto tali, frequentemente non sono disponibili. E’ importante far capire loro che la presenza è fondamentale per la buona riuscita degli allenamenti e che i ragazzi saranno divisi in gruppi, le attività saranno varie e che tutto tornerà a beneficio dei loro figli. Con una buona organizzazione e la giusta comunicazione esistono serie probabilità che i genitori partecipino.  In caso di numero cospicuo di volontari, si possono fissare dei turni. Fare una lista delle e-mail e tenere i genitori informati, stabilirà un migliore rapporto con essi e potrebbe sfociare in un maggiore rapporto di collaborazione. Il coach deve rendersi sempre disponibile a rispondere alle domande e le risposte devono essere date con calma ed educazione, indipendentemente dalle circostanze.

Quando si arriverà a livello di campionati più avanzati, non sarà più sufficiente l’apporto dei genitori, ma sarà necessaria la collaborazione di tecnici qualificati. Ma anche a questo livello è consigliabile rimanere in contatto con i genitori e tenerli informati. Ciò aiuterà loro a comprendere ed apprezzare il tempo che si dedica ai figli ed elimina tante incomprensioni e polemiche che possono sorgere proprio per la mancata comunicazione.

Una altro fattore a cui prestare attenzione è la fretta che può avere un genitore a fare avanzare il figlio ad un livello più alto o a cambiare per andare in un’altra squadra. Ogni qualvolta si concorre per un posto di merito, dietro l’angolo si nasconde una delusione che può essere devastante per un giovane che non ha la maturità per gestire una così traumatica esperienza negativa.  Quando si approccia una situazione in cui si è coscienti di dover rendere ad ogni costo, subentra una certa tensione che spesso si trasforma in una mancata capacità di mostrare le proprie abilità. Pertanto, mentre è consigliabile far avanzare i ragazzi con i giusti tempi, è anche necessario che il coach sappia trovare il giusto equilibrio per far sentire ognuno a proprio agio.

CREARE UN AMBIENTE SICURO E DIVERTENTE

Quando un genitore affida il proprio figlio ad un altro adulto, vuole avere la certezza che l’ambiente sia sicuro e divertente. Quindi, è imperativo che ogni gruppo abbia un supervisore. Se per esempio ci sono solo due adulti, è inutile formare tre gruppi perché aumenterebbe la probabilità d’infortuni. Al livello di liceo esistono esercizi che possono essere gestiti da soli, ma sono più efficienti e produttivi se supervisionati da un coach. Il baseball dovrebbe essere trattato come tale a tutti i livelli. E’ ovvio che la vittoria diventa più importante man mano che si cresce di livello, ma non prefiggendo la vittoria come obiettivo primario, si avrà come risultato che l’insegnamento e il significato di essere parte di una squadra avranno un impatto sulla vita dei giovani superiore a quello della vittoria ad ogni costo. Questi concetti devono essere portati a conoscenza dei giovani per rendere la loro esperienza meno stressante e più piacevole a tutti i livelli.

Saper inventare i giusti esercizi rende l’allenamento divertente. Le partite sono sempre divertenti, ma non ci sono motivi per cui gli allenamenti non possano essere altrettanto divertenti. Il baseball è uno sport dove sono presenti molte pause, noi dobbiamo fare in modo che durante gli allenamenti queste pause siano ridotte al minimo se non addirittura eliminate. Gruppi di ragazzi che passano da una stazione all’altra dopo pochi minuti terrà alta la loro concentrazione.

ESSERE D’ESEMPIO

Come i ragazzi imitano i genitori e i loro insegnanti, così prenderanno spunto dal loro coach su come comportarsi in campo. L’attitudine e l’atteggiamento del coach stabiliranno l’atmosfera che caratterizzerà la squadra. Se il coach dimostra visibilmente di essere insoddisfatto del rendimento di alcuni giocatori, i giocatori più bravi si sentiranno in diritto di comportarsi allo stesso modo. I giocatori meno bravi non si sentiranno a loro agio, non si divertiranno e molto probabilmente abbandoneranno. Alla stessa maniera un coach che contesta in continuazione l’arbitro, trasmetterà lo stesso atteggiamento ai suoi giocatori e al suo pubblico. Altro lato negativo è rappresentato dal fatto che i più giovani potrebbero anche pensare che quel tipo di contestazione fa parte del gioco, ma mentre ad un livello superiore questo atteggiamento potrebbe creare una brutta  atmosfera intorno alla squadra, per i genitori e per il loro pubblico creerebbe una cattiva reputazione per quanto concerne il rapporto con gli arbitri.

Ad ogni livello il coach deve essere positivo e non essere duro con la sua squadra. Se il coach è sempre nervoso, i giocatori si presenteranno in campo intimoriti. Anche i più piccoli sono attenti osservatori. Se il coach non dimostra di essere contento di allenare la sua squadra, allora perché un ragazzo dovrebbe essere contento di farne parte? Un coach non dovrebbe mai rimproverare un giocatore in presenza dei suoi compagni per un errore commesso. E’ una situazione d’imbarazzo che può guidare ad un’esperienza negativa e comportare il suo abbandono. Un giocatore che ha commesso un errore è già frustrato di per sé e magari sta già pensando alla prossima giocata o a cosa stanno pensando gli altri. Qualsiasi cosa gli dica il coach in quel momento, il ragazzo non è in grado di apprendere. E’ preferibile parlare con il giocatore in privato, che può essere definito “il momento dell’insegnamento”.  Nell’allenamento successivo si può creare una situazione di gioco simile, si discute con tutti senza imbarazzare nessun giocatore. In definitiva quello che si vuole evidenziare è che se il coach crea un ambiente di stress, grida e si lamenta, la squadra assumerà lo stesso atteggiamento, con la conseguenza che giocatori e genitori si allontaneranno dal baseball.

ESSERE ORGANIZZATI

I ragazzi sono molto percettivi, forse anche più dei genitori. Se il coach arriva al campo senza un piano e improvvisa tutto, i ragazzi se ne accorgono, e i genitori pure. Spendere qualche minuto prima dell’allenamento per la programmazione e fissarla in un luogo dove tutti lo possono leggere, è una dimostrazione di organizzazione da parte del coach e metterà i giocatori in una situazione di conoscere come si svolgerà la seduta. Inoltre, un allenamento organizzato ridurrà i tempi morti e i ragazzi saranno in grado di muoversi autonomamente e più in fretta con grande beneficio per la loro concentrazione. Creare un ambiente divertente, sicuro ed educativo significa che si sta iniziando con il piede giusto.

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